CARMELO PECORA "POLVERE NEGLI OCCHI"


MARTEDì 8 DICEMBRE
CARMELO PECORA PRESENTA
"POLVERE NEGLI OCCHI"
DALLE 21.00. CON ELISELLE


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Lui ha diciannove anni, è siciliano e fa il poliziotto. Ha vissuto molto da vicino la Roma del sequestro Moro. Nel giugno ‘78, un mese dopo, è a Bologna, 7° Reparto Celere.

Dai postumi bellicosi del movimento giovanile del ‘77 alla tragica estate del 1980 - prima Ustica, poi la strage alla stazione del 2 agosto - il nuovo romanzo dell’autore di 9 maggio ‘78.

Ancora una volta, un ragazzo in divisa testimone diretto della Storia italiana.

Lo stesso giovane poliziotto siciliano di diciannove anni che il 9 maggio ‘78 era a Roma, a bordo della Volante accorsa in via Caetani quando fu ritrovato il corpo di Aldo Moro, un mese dopo è a Bologna, 7° Reparto Celere. Il primo giorno si trova in prima fila in uno scontro di piazza. Non ha mai assaggiato i lacrimogeni ed è la prima volta che impugna un manganello. Dall’altra parte ci sono ragazze e ragazzi di cui ammira la spinta ideale, non quella alla guerriglia. Bologna è ancora surriscaldata dal Settantasette, le molotov ancora all’ordine del giorno. Tempi duri, ma lui non si monta la testa. E' un ragazzo di sani principi e di famiglia onesta, c’è scritto anche nel suo profilo.


Quasi quasi s’innamora di una bella rossa marchigiana, che qualche giorno dopo sarà – fatalmente – il primo manifestante al quale sta per sferrare un colpo in testa. Entrambi hanno il volto coperto. Lui dall’ubot e dal fazzoletto azzurro del reparto, lei da una sciarpa, la chioma nascosta dentro la giacca. Ma si riconoscono. La sorte, nei mesi a venire, gli riserva varie avventure. Un “fallito tentativo di annegamento”, risolto grazie all’intervento di due colleghi di nome Martini e Rossi. La convalescenza a Enna, la sua città, dove ritrova famiglia, amici e una fidanzata di cui non è più così convinto. Il suo primo faccia a faccia con un pazzo armato che ha sequestrato degli studenti all’università. Una nuova e ben più convincente fidanzata bolognese.

Di storia in storia, siamo al 1980. 28 giugno. Sull’aereo Bologna-Palermo caduto a Ustica c’era Tonino, ventitre anni, collega della Scientifica, siciliano pure lui, asso del bigliardino. Poi arriva il 2 agosto, la strage alla stazione, e i giorni che seguiranno, fino ai funerali di Stato. Sono queste le pagine più toccanti del libro. Il giovane poliziotto siciliano è – senza volerlo – un’altra volta sulla scena della grande Storia, quella con la maiuscola, e la vive e la racconta con la stessa umana partecipazione di quando vide Moro morto nel bagagliaio della Renault rossa con un cappotto nero, e pensò al cappotto di suo padre.

Le ottantacinque vittime della strage sono ricordate una a una, con le loro vite e le loro storie, per quel che ne è dato conoscere, inquadrate al momento dell’esplosione. Lui è lì, scava, si prodiga, è in servizio alla manifestazione sindacale di due giorni dopo, poi in San Petronio il 6 agosto '80, quando davanti all’altare finiscono solo sette bare. Tutte le altre sono tornate ai rispettivi paesi. E il giovane poliziotto siciliano si mette a pregare.


CARMELO PECORA

È ispettore capo della Polizia di Stato e dirige la Scientifica di Forlì. Ha pubblicato i romanzi 9 maggio '78. Il giorno che assassinarono Aldo Moro e Peppino Impastato (ZONA 2007 - premio speciale della giuria Com& Te Costa d'Amalfi 2008 - adattato per la scena dal regista e giornalista RAI Antonio Maria Di Fresco con il titolo "L'urlo di maggio") e Tre ragazzi in cerca di avventure (2006). Un suo racconto - Al voto - appare nell'antologia La legge dei figli(con una prefazione di Giancarlo De Cataldo, Meridiano Zero, 2007). Collabora con lo scrittore e sceneggiatore bolognese Andrea Cotti, che ha fatto dell'ispettore Pecora il protagonista di due suoi romanzi, Un gioco da ragazze(Mondarori Colorado Noir, 2005 - Oscar Mondadori 2008) e L'ora blu (Aliberti, 2006).



ROBERTO VALENTINI "NELLA CITTA' DI CEMENTO"

ROBERTO VALENTINI
"NELLA CITTA' DI CEMENTO"
MARTEDì 24 NOVEMBRE, DALLE 21.00



Alle ore 21, presentazione del romanzo Nella città di cemento (Todaro), di Roberto Valentini. Eliselle introduce l’autore.

Perché, in bilico sul tetto di un edificio in costruzione, Carlo Castelli regge una donna sospesa nel vuoto?
Il giornalista deve decidere se tentare di salvarla o semplicemente lasciarla cadere. La vicenda si sviluppa come in un flash back. Castelli, indagando sulla morte di un muratore romeno, si trova a dover decifrare connivenze fra il mondo dell’edilizia locale e la malavita organizzata. Le sue scoperte sembrano scontentare tutti.
Castelli non demorde e, grazie anche alla creazione di un sito-blog, arriverà in fondo alla sua inchiesta, scoprendo i reali colpevoli che si celano dietro all’omicidio e non solo a quello.
Ottimo vino, musica raffinata e una splendida donna nera fanno da contorno a una storia criminale ambientata nella provincia modenese, solo in apparenza tranquilla.

Non c’erano ombre qui, ma gente come me, che non rubava, non ammazzava, non dimenticava. Questa non era una città di cemento, ma una comunità dove la gente si conosceva, si parlava, si amava anche litigando perché tutto era connesso dal vero, non in modo virtuale. Invece all’improvviso ti sembra di non riconoscere più nessuno: solo facce estranee, oscure e dure, anche quelle degli amici, anche quelle dei parenti. La città appare vuota come se fosse fatta solo di case, mattoni e cemento e non di anime, respiri e pensieri

CESARE CARBONIERI "L'ULTIMO CIAK"


MARTEDì 1 DICEMBRE dalle 21.00


CESARE CARBONIERI

"L'ULTIMO CIAK"

con l'autore Eliselle






Si gira ad Ostia, il film ‘Amore senza speranza’. Prima dell’ultima appassionata scena, la protagonista Carla Liberati ha un cedimento psicologico conseguente ad una crisi maturata dopo l’incontro con una diva degli anni ‘30, Ada Morganti. Durante il colloquio, l’anziana narra la sua drammatica vicenda, cominciata al Festival di Venezia del 1937 dove si lascia convincere dal collega Simone Mazzanti a tentare la fortuna a Roma. Nella capitale, Ada, proveniente dalla provincia, conosce un mondo pieno di false lusinghe. Presentatasi a Cinecittà, viene scelta per la produzione della pellicola ‘Lasciami Amore’, destinata a rivelarsi un’inquietante trappola in cui ai velenosi effluvi del set si uniscono gossip dell’epoca, omicidi e indagini di polizia. In un incalzante susseguirsi di situazioni, la storia si evolve poi sino a ricongiungersi al presente con un imprevedibile coupe de theatre. ‘L’Ultimo ciak’ si propone ai lettori come la fotografia noir di un periodo, quello dei ‘Telefoni Bianchi’, segnato da un regime tanto oppressivo quanto determinato a vendere agli italiani ipocrite illusioni all’insegna del motto ‘il cinema è l’arma vincente’. Incontri Editrice.



Cesare Carbonierinato a Carpi (Modena) l’1.11.1960, opera da oltre 20 anni nel mondo della comunicazione. Ha iniziato la propria attività giornalistica presso Il Giornale di Indro Montanelli per poi passare, in successione, a Gazzetta di Modena, Resto del Carlino, L’Informazione, nonchè all’ufficio stampa di gruppi industriali. Conduttore di programmi radiofonici e televisivi in emittenti private, si è, inoltre, dedicato alle pubbliche relazioni collaborando, nel mondo dello spettacolo e nello sport con società appartenenti a differenti discipline: automobilismo, pallavolo, basket, sci. Oltre a ciò ha realizzato due cortometraggi, "Raptus" e "Amore Bugiardo" e si è cimentato sul palcoscenico ne Il Marescalco di Pietro Aretino e nel Macbeth di William Shakespeare. Ha esordito nel 2004 con il romanzo Il suono del Mare (APM Edizioni, www.ilsuonodelmare.it). Nel 2008, ha pubblicato Gossip ad alto rischio (Aliberti Editore, www.gossipadaltorischio.splinder.com

LUCA RINARELLI "IN PERFETTO ORARIO"

LUCA RINARELLI
"IN PERFETTO ORARIO"
LUNEDì 23 NOVEMBRE. DALLE 21.00




Un sicario dal passato travagliato e dal presente pieno di dubbi. Werner è un professionista che cerca una giustificazione per uccidere o un motivo per smettere. Non ha un telefono, una mail, un documento. Non ha identità e questo gli permette di sopravvivere, ma lo condanna alla solitudine.
Dal suo incontro con Salvatore, un operaio, uomo mite che, contro la sua natura, sente il bisogno di vendicare un delitto atroce, scaturisce una terribile serie di omicidi.
Sullo sfondo una Torino che attende l’Evento Olimpico, piena di cantieri e crateri, in cui si muove un’umanità disorientata, in cerca di riscatto.
Un noir, spietato e commovente, che racconta la solitudine e gli incontri che cambiano la vita.

MAZZACURATI "ANCHE SE TENGO PER IL TORO"

Stefano Mazzacurati al Paguro caffè

Con “Anche se tengo per il toro

Romanzo in racconti”

Martedì 17 novembre. Dalle 21.00

Stefano Mazzacurati presenterà “Anche se tengo per il toro” (Polistampa) martedì 17 novembre al Paguro caffè (Via Monzermone 3/a). Dalle 21.00 l’autore incontrerà i lettori del caffè insieme ad Eliselle.

Un lieve ma profondo “romanzo” formato da racconti, storie autobiografiche, piccoli saggi di costume. Ogni brano rimanda a qualche altro in una rete linguistica, biografica, sentimentale. “Come certi disegni coi pastelli a cera che facevo a scuola, incidendo strati sovrapposti a scoprire la trama sottostante”, alla superficie di questi testi così differenti emergono sorprendenti connessioni che rivelano un’unica trama segreta. Il protagonista di molti brani, Charles Cros, non è frutto di fantasia esterofila. È una combinazione del caso, come rivela verso la fine il racconto Assenzio (Sulla vera identità di Charles Cros). Altri personaggi sono sospesi tra ricordo, realtà e fantasia, tra le più nitide figure dei famigliari e scorci di città, principalmente Bologna e Parma, teatro per Mazzacurati di sentimenti, di memorie.Riferendosi allo scontro fra toro e matador nella corrida, il titolo allude al sentimento umano più caro all’autore: la compassione.


Stefano Mazzacurati, psichiatra e psicoterapeuta, è nato a Bologna. Primario ospedaliero per oltre sedici anni, è vicepresidente dell’associazione Museo di Storia della Psichiatria di Reggio Emilia. Membro del Pen Club, collabora con l’Università La Sapienza di Roma in materia di relazioni tra psicologia e architettura. Autore di numerose pubblicazioni in periodici, quotidiani e antologie poetiche, ha tra i temi prediletti il rapporto psichiatria/letteratura, la malinconia nella cultura occidentale, la psicologia del riso, la memoria storica. Ma quello che da sempre scrive e, da psicoterapeuta, cerca di aiutare a scrivere è “la vita di ognuno come romanzo, di cui ciascuno è la carta, la penna e l’inchiostro”.
Tra le molte pubblicazioni citiamo le raccolte di poesie La mia generazione(1972) e Lo sguardo senza volto: 11 poeti del disincanto (2008) e gli studiProspettiva esistenziale e fenomeno della tossicodipendenza (1986), Il senso di una canzone (1992), Appunti sulla relazione tra psichiatria e letteratura (2006), L’Io che ride (2007), Tra stigma e storia (2007).
Finalista al Premio «Gronchi» nel 1991 e al Premio «Saba» nel 1992, vince nel 1991 il «Castelli Lunigiana» dell’Accademia Ligure Apuana, nel 1994 e nel 1996 l’«Ignazio Silone» di Parma, nel 1999 «Il Portico» di Bologna per la narrativa inedita, nel 2008 il «Colonna d’Eroma» di Palermo

Gordiano Lupi al Paguro con "Una terribile eredità"

Sabato 14 novembre alle ore 18, presentazione del romanzo Una terribile eredità (Perdisa) di Gordiano Lupi. Eliselle introduce l’autore.

Da uno dei maggiori conoscitori italiani di Cuba, un connubio di horror e reportage, dove le azioni cruente si intrecciano al viaggio nella cultura di un popolo e alle trame spietate di una guerra e delle sue conseguenze. Un soldato cubano in Angola vive un incubo di cinque anni che lo porterà a conoscere orrore su orrore, fino all'esperienza indicibile del cannibalismo. Da reduce, quel ricordo diventerà per lui insopportabile, un peso destinato a trasformarsi in brama di carne. Metodico come il più inumano degli assassini, sceglierà allora le strade povere dell'Avana per dare la caccia alle sue vittime innocenti. Un romanzo che senza dare un attimo di tregua evoca gli interrogativi più inquietanti sulla natura umana.

Duchesne con Studio Illegale al Paguro Caffè

Martedì 10 novembre alle ore 21, presentazione del romanzo Studio Illegale (Marsilio), di Duchesne – Federico Baccomo. Eliselle introduce l’autore.

Un vero successo editoriale. Andrea Campi è un professionista serio. Giovane avvocato nella sede milanese del prestigioso studio legale internazionale Flacker Crunthurst and Kropper, si occupa di importanti operazioni societarie percento dei più grandi colossi industriali. Aveva ambizioni, aveva amici, aveva una ragazza. Ora ha prospettive. Lavora fino a notte fonda, mangia pizza e sushi sulla scrivania, vive con un bonsai e parla con il muro. Le giornate scorrono tra pause alla macchinetta del caffè, redazione di contratti e riunioni interminabili, fino al giorno in cui Andrea si trova coinvolto in un nuovo progetto particolarmente delicato. Le responsabilità si moltiplicano, come pure le ore di lavoro e i deliri di un capo sempre su di giri. È l'inizio di un turbine di eventi e incontri che investe l'immobile routine di Andrea spazzandone via certezze ed equilibri. Tra un privato sempre più a rotoli e la catastrofe lavorativa incombente, Andrea arriverà a fare i conti con la sua vita, l'unica professione per la quale non ha mai sostenuto un colloquio.